lunedì, 11 agosto 2008
Avete presente una giornata tediosa? Bene, la sto vivendo io. Sapere di dover fare delle cose assolutamente formali, ma che costano molto è quanto di più frustante possa esserci. Fare qualcosa che serva ad uno scopo, va benissimo, ma fare qualcosa solo per delle beghe burocratiche, per così dire, è assurdo. Bene, che il domani sia migliore.
Economia2007 alle 10:50 in:
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venerdì, 08 agosto 2008
C'è qualcosa di importante nel mondo intorno a voi. Siete voi e sono gli altri intorno a voi. Anche se spesso sembra che regni l'indifferenza in questo mondo selvaggio, occorre che noi per primi cominciamo a non essere indifferenti. Occorre aprire i propri sensi per registrare i bisogni altrui, per poter servire a qualcosa e qualcuno che ha bisogno di sentire il calore umano.
Economia2007 alle 07:27 in:
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domenica, 27 luglio 2008
Riporto una nuova versione di un racconto che avevo già postato (primo nome: l'angelo).

[prima parte]

Giovanni era un giovane nullafacente che da poco si era trasferito in una nuova città per tentare la fortuna con qualche lavoro che lo togliesse dalla situazione incresciosa nella quale, con la sua inerzia si era venuto a trovare all'età di 30 anni. Intendiamoci bene: non è che fosse del tutto colpa sua, ma ora  non ho il tempo di informare i lettori di tutti i particolati che avevano portato il povero Giovanni a tali lidi.
Il fatto è che egli Si era allontanato dalla sua città e non era la prima volta che era stato costretto a cambiare completamente vita, amici e abitudini.
Sembrava quello un destino ormai prevedibile da parte di Giovanni e la sua famiglia, tanto è che spesso ci scherzavano su, prevedendo, dopo un certo periodo di stabilità, che di lì a poco avrebbero dovuto fare armi e bagagli.

Il periodo che interrompeva un ciclo dall'altro era di solito costituito da tempi di 5/6 anni  mediamente.

Ora Giovanni si trovava ad affrontare l'inizio di un nuovo cambiamento e per questo si era sistemato in una casa in affitto in una posizione piuttosto centrale di una piccola cittadina. Si era appena svegliato (era presto) e stava per prepararsi il solito caffè.

Si alzò dal letto e mentre ancora cercava di destarsi completamente dal sonno vide qualcosa di strano davanti ai suoi occhi. Dovette aggrottare le sopracciglia e aguzzare la vista per focalizzare meglio lo sguardo e capire di cosa si trattasse. Davanti a sé stava volteggiando una piuma in piccole spirali fino a posarsi ai suoi piedi.
- Ma che...? - disse.
Prese la piuma tra le mani e si alzò. Si sentiva ancora annebbiato. Aveva bisogno di caffè. Con la piuma in mano si diresse in cucina per prepararlo.
Quella piuma era davvero bella. Se la rigirava tra le dita. A quale uccello poteva appartenere una piuma così grande e lucente? Si trovava in un paese di montagna e pensò che doveva essere una grande aquila, ma non gli sembrava di ricordarsi di aquile bianche. Questa piuma, poi, non era solo bianca, ma era lucida, splendente, come quella di un angelo. L'idea di un angelo gli era balenata chissà come e gli venne da ridere a quel pensiero. Pensò comunque che l'avrebbe conservata, era troppo bella.
Prese il caffè e la macchina. Automaticamente fece le solite operazioni e pose la macchina sul fuoco. Stava pensando a preparare un po' di latte, ma mentre il caffè saliva sul fuoco gli sembrò di udire qualcosa al di là della persiana abbassata.
Si avvicinò alal finestra. Gli sembrava di sentire un rumore ciclico, come una specie dispostamento d'aria, ma il caffé che gorgogliava non gli faceva ben percepire quel rumore. Il caffé sbuffò l'ultimo vapore. Giovanni allora corse e spense il fuoco.
Ora che il fuoco era spento poté fare caso di nuovo al rumore che veniva da fuori.

Si diresse nuovamente vicino alla finestra, ma non fece a tempo a fare tre passi che questa si spalancò con un immenso botto delle ante contro il muro.
Da fuori fuoriuscì un lampo di luce che lo abbagliò completamente per alcuni secondi.
Dopo che ebbe di nuovo la capacità di mettere a fuoco, conl cuore in gola intravide una figura sopesa in aria luminosa e dotata di ali immense e bianche come il sole.
Giovanni non riuscì a pronunciare una sola parola.
- Non ti spaventare, Giovanni. Sono Euris, il tuo angelo custode.
Giovanni era stupefatto.
L'angelo entrò,la luce diminuì di intensità e si mise a sedere su una sedia in cucina.
- Perché non mi offri una tazza di caffé? - disse l'angelo.
Giovanni si scosse e cercò di non perdere il lume della ragione. In uno stato simile a quello di una persona sotto ipnosi, si girò a predere il caffé e le tazzine. C'era qualcosa di irreale e di tremendamente vero insieme. Un'atmosfera reale ed assurda insieme regnava nella piccola cucina.
Una strana calma si impossessò di Giovanni che si sedette di fronte a quello che si era definito il suo angelo custode, deciso a capirne di più. Ebbe anche la forza di versare il caffé all'angelo e a sé stesso. Sorseggiò il caffé insieme all'angelo, sperando che potesse schiarirgli le idee, e poi attese che parlasse...

[Fine prima parte]
Economia2007 alle 10:50 in: racconti
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venerdì, 25 luglio 2008

The philosopher's stone - Van Morrison

The philosopher's stone - Van Morrison

[via FoxyTunes / Van Morrison]

Cercando qualche  notizia su Van Morrison, la mia ossessione musicale, mi sono imbattuto in questa bella immagine che testimonia delle culture primitive del nord Europa. La bellezza dei paesaggi e la misteriosa, geometrica, disposizione di questi 'costrutti' lasciano allo spettatore una sensazione di contatto con ciò che non è visibile e che è la Causa della vita, il Motore Primo. Questo sentimento, rappresentato dall'arte, comunicazione segnica che eccede la possibilità espressiva transeunte, accompagna l'uomo dalla sua comparsa e, a differenza degli altri animali, lo lascia sgomento, ma non passivo di fronte alla misteriosa origine della sua esistenza. Si pone le domande e sa che non può trovare risposta nella sua vita che non è sufficiente a tal fine e quindi lascia delle tracce che rimarranno per mettersi in contatto con chi verrà dopo di lui e che si porrà le stesse domande per far capire che anche lui ha avuto gli stessi dubbi, le stesse paura. Sembrano dire quei segni: "Non aver paura, fratello mio, anche io ho guardato il celo come fai tu in cerca di risposte e ho avuto paura della mia ignoranza; ora spetta a te avere il coraggio di chiederti il senso della tua vita e di lasciare un segno per chi verrà dopo di te, perché un giorno verrà perché le nostre domande trovino una soluzione".

Economia2007 alle 09:09 in:
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domenica, 20 luglio 2008
Quando si comincia a discriminare qualcuno non per le sue azioni e comportamenti, ma semplicemente per il colore della pelle, la razza, la provenienza geografica, non si può dire: "Beh in questo caso hanno ragione". Non si possono fare eccezioni, non si può pensare: "Ce l'hanno con loro,  non con me." Prima o poi, se si lascia passare certi atteggiamenti razzisti, toccherà a tutti essere giudicati per qualcosa di diverso che ci caratterizza, perché siamo tutti diversi ed è questo il bello. Avere una parte della  nazione che è razzista è davvero triste. Pensare che la lezione lasciata dalla seconda guerra mondiale sta per essere dimenticata mette i brividi. Quando riusciremo a emergere dalla nostra indifferenza e dire no a chi, per mezzo della sua cruda ignoranza o per mera cattiveria cerca di speculare sugli istinti più bassi dell'Uomo? Ripeto: è un peccato che una parte della popolazione sia così chiusa nella sua barbaro sfregio del significato vero dell'umanità.
Economia2007 alle 18:51 in:
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venerdì, 18 luglio 2008
Introduzione
Economia2007 alle 07:27 in:
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mercoledì, 09 luglio 2008
La globalizzazione. Non è che possa essere fermata.
Certo - gli svantaggi che sta apportando sono davvero preoccupanti. Forse non è colpa della globalizzazione, ma dell'avidità umana. Quella c'è sempre stata, però. Però, l'uomo non ha mai avuto tanto potere di poter influire sul clima e sulle vite delle persone.

Chiariamoci bene! per non cadere in discorsi qualunquistici.
Bisogna considerare innanzitutto che se da un lato è normale che dei prodotti vengano realizzati in determinate aree per naturale specializzazione dovuta alle culture, all'ambiente, alle inclinazioni, alle politiche degli stati, non è normale la ricerca esasperata di profitto a discapito dei diritti delle persone e delle risorse della terra.
Le conseguenze:
  • povertà (cui segue: malattie, emigrazione, disagio, guerre...);
  • inquinamento (con conseguenti cambiamenti climantici e del delicato equilibrio dell'ambiente, ecomafie, ecc.),
  • diminuzione delle risorse energetiche (cui segue: aumento dei prezzi delle risorse energetiche, aumento dei prodotti realizzati con tali forme di energia, ricatti dei paesi che le producono, speculazioni architettate per ottenere facili guadagni con conseguenti scombussolamenti degli equilibri economici mondiali, ecc.)
  • riduzione dei diritti conquistati nei secoli passati (con conseguente riduzione dei salari, del reddito da spendere per la cultura, divario tra classi, disagio sociale, conflitti sociali, autoritarismo, ecc.)

Veniamo ora al caso che ci ha portato a questa digressione: la ragazza in costume che si vede qui a fianco mostra un prodotto, costumi / lingerie, che non viene più realizzato nel vecchio continente, almeno per quel che riguarda la manifattura.

Questo a causa della delocalizzazione che a prima vista può sembrare semplicemente una strategia di tipo organizzativo per la razionalizzazione dei costi, ma che, ad uno sguardo più approfondito, si dimostra molto più problematica.

C'è un fatto sul quale sarebbe forse opportuno riflettere, senza essere in ciò aiutati dal rutilante susseguirsi di (dis)informazioni provenienti da mille fonti, tutte preoccupate di pubblicizzare propri interessi particolari e non certo finalizzate alla promozione della conoscenza: la schiavitù, anche per mezzo della possibilità indiscriminata di delocalizzare la produzione, è stata ripristinata.
Essendo presi dai nostri problemi quotidiani oppure per la nostra natura particolarmente menefreghista e qualunquista, non siamo particolarmente interessatie da ciò che sembra non toccarci direttamente.

Questo, però, non è l'atteggiamento tipico del metter la testa sotto la sabbia? Come si può ignorare il fatto che tutto ci riguarda e che i cambiamenti non rimangono confinati, come per magia, solo in un certo luogo fisico o nell'ambito di certe categorie sociali? Quanto ci vorrà per comprendere che l'umanità è una e che, come per un solo corpo, anche se una parte non trova soddisfazione, anche per tutto il resto non può andare bene, se non nell'illusione di alcuni pochi momenti, cullati dall'irresponsabile indolenza? Quando si comprenderà che solo attraverso il desiderio di migliorare anche le condizioni del nostro prossimo, anche noi saremo migliori e soddisfatti? La risposta, diceva Dylan, soffia nel vento, non so se perché si perda o perché giunga a soffiare sulla testa di tutti, finalmente.

Se acquistiamo un capo che economico, ci chiediamo a quale prezzo (umano) è stato realizzato. E' chiaro che se un capo costa così poco, vuol dire che per realizzarlo si è pagato poco o nulla il lavoro umano impiegato per farlo.
Questo però può non interessarci: in fondo noi ci guadagniamo. Non è così e lo abbiamo visto.
Con il tempo i salari si sono abbassati nei paesi cosiddetti sviluppati. Come mai? Lo diremo più avanti. Per ora proseguiamo la nostra discussione.

Il nostro unico pensiero è: mi sta bene? Spesso si sente parlare di delocalizzazione , per intendere quelle strategie delle imprese anche nostrane che per risparmiare sui costi (del lavoro, il che significa togliere lavoro agli italiani e a chi lavora in Italia) si trasferiscono fabbriche in altri paesi. Il motivo è chiaramente quello di cercare paesi in cui i diritti degli operai non siano rispettati, in cui i salari sono bassi, in cui i lavoratori non hanno diritto di sciopero. Dobbiamo allora essere contenti della delocalizzazione? Non in ogni caso e non in modo acritico. Porta due effetti negativi: disoccupazione in Italia e sfruttamento in altri paesi. Certo, almeno in quei paesi si riesce a fare qualche lavoro che viene in qualche modo retribuito, ma a quale prezzo? Gli unici a guadagnarci sono gli imprenditori che vedono scendere i costi e aumentare così il loro conto in banca. E' denaro, però, che viene dallo sfruttamento delle persone e di ciò non si può non tenere conto. Di certo gli imprenditori si difenderanno dicendo che se non fanno così non possono continuare a produrre, per i costi troppo alti dei nostri operai, per i troppi scioperi. Ebbene, tanti anni di lotte per i diritti degli operai sono stati cancellati grazie a questo stratagemma che permette, in pratica, di far ritornare gli imprenditori di colpo indietro nel tempo, quando gli operai non avevano diritti: è facile, basta spostare la produzione in paesi arretrati, vero paradiso di queste persone che ritengono i diritti degli altri dannosi per i propri. Non pensino, però, che tutto questo non avrà conseguenze negative anche per loro. In un prossimo futuro, molto prossimo, questi paesi stranieri si impossesseranno del nostro Know how e produrranno meglio che nel nostro paese i prodotti e così gli imprenditori nostrani verranno spodestati delle loro imprese, i figli non godranno di nessun vantaggio e saranno costretti a fare qualche altro mestiere, perdendo l'eredità di tutto quel sapere che è andato perso o è stato 'rubato' da quei paesi che inizialmente sono stati sfruttati.

Vi invito a leggere il seguente articolo di repubblica

http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/esteri/le-schiave-dei-merletti/le-schiave-dei-merletti/le-schiave-dei-merletti.html

Nota: il post di cui sopra viene rimaneggiato continuamente, per cui non può considerarsi definitiva la versione così come l'avete letta.
Economia2007 alle 07:27 in: diritti
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mercoledì, 09 luglio 2008
Asus EEE PC 904, un netbook, un pc estremamente portatile che dicono essere un grande successo (nonostante in Italia se ne siano visti pochi).


Ancora non ho capito se questi aggeggi potranno esserci utili o meno. L'intuito mi dice di sì, ma potrebbe essere solo un effetto della smania effimera di consumismo tecnologico che ogni tanto si palesa nei meandri dei miei schemi mentali.
Questo che vedete nella foto è il modello di EEE pc dell'Asus poco più grande di una mano che serve a tenersi connessi a Internet in perfetta mobilità. Si tratta del nuovo modello 904 che si caratterizza per una tastiera più grande, schermo da 8,9' e un HD da 80 gb. Mi viene da pensare che forse è meglio optare per il modello 1000 o 1000H in quanto lo schermo è da 10' e l'HD è, pur se di 'soli' 20 GB, SSD, cioè un disco allo stato solido più resistente agli urti che per me è essenziale in questo tipo di dispositivi perché non teme gli urti che potrebbero compromettere il nostro magazzino dati (così importante per il nostro lavoro). La tastiera, ugualmente, è più grande che nei primi modelli di EEE (il 701 e il 900).
Il domandone di fine post
La domanda di fine post che mi pongo è:  conviene uno di questi aggeggi ultraportatili ed economici, ma per diversi versi limitati e un po' scomodi per via della tastiera non standard, o non è meglio un qualsiasi notebook entry level che è solo un po' più pesante, un po' più grande (pensiamo ad un 14' o 13') che costa solo un po' di più, ma è un adatto a quasi tutte le applicazioni?

Giovanni Piccilove
Economia2007 alle 07:02 in: netbook
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lunedì, 07 luglio 2008
Oggi parliamo di apprendimento,un argomento che desta molto il mio interesse per vari motivi. Comincerò col cercare la definizione di apprendimento:una modificazione durevole del nostro comportamento risultante dall'esperienza.
Analizziamo la definizione:
1) modificazione (cambiamento)
2) durevole (non transitorio)
3) comportamento (modo di reagire)
4) esperienza (fatti occorsi durante la vita)

L'apprendimento implica, quindi, un cambiamento di stato. Da uno stato iniziale x si passa ad uno stato successivo x1. Cosa fa avvenire questo passaggio x -> x1? L'esperienza. L'apprendimento, quindi, non può fare a meno di eventi esterni che in qualche modo vengono interiorizzati. La conseguenza della modificazione - durevole - è un cambiamento del comportamento, del modo di agire, di rapportarsi con l'ambiente o nel modo di organizzare i propri processi cognitivi interni (che pure comporterà modifiche nel comportamento in rapporto all'ambiente). Se la modifica non è stabile, duratura e se non comporta un cambiamento nei rapporti con l'ambiente, non possiamo parlare di apprendimento. L'obiettivo di chi vuole apprendere è quindi questo: cambiare per migliorare l'interazione con l'ambiente o la comprensione dell'ambiente.



(segue?)
Economia2007 alle 09:37 in: che , apprendere
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domenica, 06 luglio 2008
A volte mi capita di riflettere sulle domande essenziali ed

esistenziali che assillano l'Uomo, sullo scopo della vita, sulla

natura dell'Esistente, ecc. Premetto che sono pensieri in libertà

quelli che ho scritto di seguito, ma che catturano una delle

novità che di recente si sono impresse nei miei schemi neuronali

riguardanti questi argomenti.


Cosa significa essere imparziali? Non essere per una parte, ma per

il tutto, per tutti, per il bene di tutti, non per quello di soli

alcuni. Perché essere per il bene di alcuni, significa non essere

per il bene di altri? O il bene di tutti è fatto di tanti

interessi parziali, particolari che nel loro insieme e

diversamente possono essere soddisfatti tutti in modi diversi,

perché uguale per tutti non vuol dire giusto, perché ciò che è

bene per me non è bene per te.
Allora torniamo al discorso delle differenze, di come il mondo non

si ripeta mai in modo identico, come l'evoluzione implica il

cambiamento e la scelta per una forma di essere o per un'altra.

Non una spietata legge della giungla che sceglie il più forte per

inerzia, ma una serie di libere scelte che ci porta verso una

strada condivisa. Alcune cose sono abbandonate, alcune strade

nuove sono intraprese. Nulla è predeterminato dall'Alto, anche se

è nato dall'Alto quello che è ed è dall'alto che proviene la

libertà di scegliere. Il male è il bene. Se anche si ha la scelta

tra il bene e il male, ma il bene (cioé una certa serie di scelte)

sono state già predeterminate, dove sta la libertà? Se la scelta

buona è una non ci dovrebbe essere dubbio sulla scelta e quindi

neanche possibilità di scelta per i sani di mente. Ma tutti siamo

in condizioni di scegliere. Nessuno si può esimere con scuse che

lo escludano senza 'colpe' dalla scelta. Allora... il bene è

predetrminato o scelto per condivisione, evoluzione,

partecipazione, creazione? Non avrà il buon Dio dato a noi anche

il potere di creare il bene, di condividerlo, di cocrearlo? Sempre

per amore di libertà? Potrebbe essere il mondo che noi vediamo una

tavola vuota sulla quale imbandire il cibo della nostra vita

secondo scelte 'create' ogni giorno dalla comunità che siamo?

Potremmo essere solo noi gli artefici del nostro destino, grazie

al desiderio di crearci veramente liberi di Dio o c'è già un fine

predeterminato da Dio che partenamente lo ha già immaginato e

predisposto al quale siamo liberi o meno di aderire? Oppure la

verità sta nel mezzo. Al piano di Dio si somma, aggiunge, fonde,

cocrea un piano creato dalle sue stesse creature in un processo di

cocreazione in cui nulla è predeterminato per non limitare la

libertà creativa di Tutti? Questa è un'idea affascinante che mi

sono ritrovato a cullare da pochi istanti, dopo aver pensato per

anni che Dio avesse un piano ben preordinato, se non avessi

pensato all'altro assunto cui credo fermamente: che Dio ci voglia

liberi e consapevoli. D'altra parte essendo Dio perfetto in quanto

Motore Primo della vita, potrebbe sapere già, come un padre

potrebbe sapere cosa è bene per il futuro del figlio, cosa è bene

per lui.
Allora, mi domando: "Il fine ultimo dell'umanità è già

predeterminato e l'Uomo deve solo aderirvi, per libera scelta,

oppure il fine ultimo è cocreato nella massima libertà da volontà

diverse, ma che tendono all'infinito all'Unità, cioè quella

iniziale (creativa) di Dio e quella in evoluzione dell'Umanità o.,

ancora, si tratta di un movimento creativo di continuo

interscambio tra la volontà delle creature e del Creatore?
Economia2007 alle 11:18 in: dio
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domenica, 06 luglio 2008

Discover Ne-Yo!




I NETBOOK* SONO UNA NUOVA CATEGORIA DI PERSONAL COMPUTER (O MEGLIO DI NOTEBOOK, O COMPUTER PORTATILI) CARATTERIZZATI DA:
  • ESTREMA MOBILITA' (PIU' PICCOLI NON SI PUO')
  • COSTO LOW (CON PREZZI DA 299 IN SU)
  • FUNZIONALITA' ASSIMILABILI A QUELLE DI UN NOTEBOOK, MA UTILI A CHI HA BISOGNO ESSENZIALMENTE DI UTILIZZARE PACCHETTI PER UFFICIO E INTERNET OVUNQUE.
LA NOVITA' E' RAPPRESENTATA SOPRATTUTTO DAL PREZZO, IN QUANTO, FINO A POCO FA, AVERE UN PORTATILE COSI' PICCOLO COSTAVA BEN PIU' DI UN PORTATILE NORMALE. EVIDENTEMENTE LE ESIGENZE DELL'UTENZA SONO CAMBIATE DAL PASSATO. MOLTI HANNO UN PC PERFORMANTE A CASA, MA PORTARSI DIETRO UN INGOMBRANTE E COSTOSO NOTEBOOK NON E' PIU' MOLTO SENSATO. L'USO DEL NETBOOK* CONSENTE DI ACCEDERE TRANQUILLAMENTE ALLE PRINCIPALI FUNZIONI PER LE QUALI VIENE USATO UN PC: INTERNET. IL FATTO CHE ABBIA UN COSTO ACCESSIBILE IN DIMENSIONI RIDOTTE, MA NON TANTO DA NON POTER VEDERE CON COMODITA' LE PAGINE WEB HA RESO QUESTO PRODOTTO UNO DEI PIU' ATTRAENTI NEL MERCATO DEI PC. QUASI TUTTE LE PRINCIPALI SOCIETA' PRODUTTRICI DI PC NE HANNO ALMENO UNO IN PRODUZIONE.
LA LEADER, CHE HA PRATICAMENTE INVENTATO IL PRODOTTO, E' LA ASUS CON IL SUO ORMAI FAMIGERATO (ALMENO PER GLI APPASSIONATI DI TECNOLOGIA) EEE PC. SOTTO VEDIAMO ALCUNI MODELLI.
*NETBOOK: IL TERMINE DERIVA DALL'INCLINAZIONE ALLA NAVIGAZIONE NELLA RETE (NET), LE SUE QUALITA' INFATTI SONO LIMITATE, MA SUFFICIENTI ALLA NAVIGAZIONE. PROSSIMAMENTE LA ASUS PRESENTERA' DEI NETBOOK CON INTEGRATI I MODULI HSDPA IN MODO DA RENDERE ANCORA PIU' MOBILE IL SUO DISPOSITIVO (SI SA CHE IN EUROPA L'HSDPA E' IL CANALE PREFERITO PER IL TRASFERIMENTO DI DATI WIRELESS, ANCHE SE IN ITALIA LA POLITICA MIOPE DEGLI OLIGOPOLISTI DELLA DELLA TELEFONIA RENDONO LA DIFFUSIONE DELL'USO DELLA RETE UN OSTACOLO).
ACER ASPIRE ONE

UNO DEGLI ULTIMI MODELLI CHE SI SONO AGGIUNTI ALLA LISTA DEI NETBOOK DEL COLOSSO TAIWANESE ACER.  MOLTO SIMILE ALL'EEE PC, L'APRIPISTA DEI NETBOOK. WEBCAM 0,3 MP. HD 8GB SSD.
299 €
 ASUS EEE PC 701: IL PRECURSORE, IL MODELLO CHE SARA' RICORDATO NELLA STORIA PER AVER CREATO UN NUOVO SEGMENTO DEL MERCATO DEI NOTEBOOK. SCHERMO DI SOLI 7'', INTEL CELERON COME PROCESSORE, CASSE AI LATI DELLO SCHERMO, HD SSD DA 4 GIGA E SISTEMA OPERATIVO LINUX. LA TASTIERA E' UN PO' PICCOLA E I MODELLI 1000 NE AVRANNO UNA UN PO' PIU' COMODA, MA PER NAVIGARE IN MOBILITA' IN PALMO DI MANO NON C'E' STATO MAI NULLA DI COSI' LOW COST. BELLO DA VEDERE. WEBCAM 0,3 MP.
299 €
   IL SUCCESSORE DEL 701, L'ASUS EEE PC 900 XP.
QUESTO MODELLO HA XP COME SISTEMA OPERATIVO, MA ESISTE ANCHE LA VERSIONE LINUX. IL MONITOR E' DI 8,9'. WWEBCAM 1,3 MP. HD 12 SSD.
399 €

IN COMMERCIO TRA POCO IL MODELLO DA 10' E ALTRI MODELLI CON SCHERMO DA 8,9', MA CON TASTIERA PIU' GRANDE COME IN QUELLO DA 10'. IN COSEGUENZA DEL LANCIO DI QUESTI NUOVI MODELLI IL PREZZO DEL 900 SUBIRA' UN RITOCCO VERSO IL BASSO.
Economia2007 alle 07:16 in: computer
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lunedì, 30 giugno 2008
In questo converto Amy Winehouse prende a pugni un fan durante il concerto perché le tocca i capelli.

In altre occasioni ne ha fatte di peggio; è chiaro che non regge tutto il successo che sta avendo. Come molte persone che hanno un enorme successo non riescono a far fronte alla paura di perderlo da un momento all'altro se non abusando di sostanze varie. Se si rendesse conto dell'inutilità di tale successo e della possibilità che potrebbe avere per trasformarlo in aiuto per qualcun altro meno fortunato, potrebbe uscire da questa situazione assurda in cui si è messa.

In english: she punched a fan in a concert. She did even worse. It's clear that she has problem to afford the tremendous success and the fear of loosing it brings her to abuse of substances. If she could understand the meaningless of success and the opportunity to use it to help somone less lucky than her, she could probably understand that there are more important things than that and she could get through this situation.
Economia2007 alle 08:44 in: winehouse
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